Motopellegrinaggio

Non è la solita iniziativa parrocchiale, non è forse neanche tanto speciale…di speciale forse ha la partecipazione, ogni anno maggiore, e il sorriso e l’amicizia che si è creata tra tante persone. Che magari non si frequentano per tutto l’anno, che magari alla messa domenicale partecipano sì e no tre volte l’anno, alle feste comandate…e magari per qualcuno la messa del motopellegrinaggio è l’unica alla quale partecipa in un anno.

Quello che è certo è che dal primo anno, sperimentale, in cui eravamo in poco più di 30 persone e circa una ventina di moto, si è arrivati nel 2010 a 110 partecipanti, una settantina di moto e lo stesso motopellegrinaggio è diventato un appuntamento ormai imprescindibile dall’attività pastorale della parrocchia di Voltabrusegana. Un appuntamento che ormai ha fatto il giro della diocesi tanto che sarebbe bello che venisse allargato anche ad altre parrocchie se non alla stessa diocesi.

Il senso dell’iniziativa è molto semplice. La parrocchia, il suo parroco, don Romeo Sinigaglia in primis,centauro per passione con una fiammante moto nuova in questa edizione  e abbigliamento relativo, chiama all’appello tutti i parrocchiani con la passione per la moto per invitarli a fare un giro in moto in giornata verso un luogo sacro, una chiesa,  un santuario dove poi celebrare la messa, mangiare assieme e tornare nuovamente davanti alla chiesa di Voltesea a orario di cena.

Ingredienti fondamentali la sicurezza, il rispetto delle regole della strada, l’andare piano una moto dietro l’altra in un lungo serpentone, il percorrere strade statali o provinciali e non autostrade anche per gustarsi il panorama…e naturalmente la voglia di passare una giornata diversa.

Età dei partecipanti la più varia…si va dai bambini capaci di stare in sella ad una moto trasportati da relativi genitori, donne al volante di una due ruote, ragazzi con lo scooter o la vespa…

necessaria la presenza anche di qualche macchina di supporto, anche per l’apertura e la chiusura del biscione e lo studio approfondito del percorso ( ad ogni partecipante viene data una cartina del percorso); qualche fotografo e telecamera, l’iscrizione preventiva per organizzare tutto al meglio.

A tutti i partecipanti ogni anno viene quindi fatto un piccolo regalo, in ricordo della giornata…quest’anno era la volta di un cappellino con frontino.

Significativa e suggestiva la messa. sempre in tono con il motopellegrinaggio…con i caschi sotto l’altare benedetti dallo stesso don Romeo…

non manca anche una piccola gita turistica alla zona a metà pomeriggio e la sosta necessaria alle pompe di benzina per non lasciare nessuno a secco.

Immagino la reticenza di chi vede decisamente poco sacri i motociclisti con le loro moto, le loro tute, il loro modo di fare…ma suggerisco di provare per credere…perchè l’esperienza ne vale la pena..anche per un arricchimento personale e di fede  o solo per passare una giornata diversa…

Annunci

Piccoli o grandi ospedali? La speranza di essere curata

Tempo fa riflettevo sulla questione “ ospedali piccoli, di provincia – ospedali grandi” e cercavo di capire cosa è giusto…se tagliare le piccole strutture, chiuderle per potenziare i grandi ospedali e razionalizzare la spesa sanitaria…o mantenere in piedi i piccoli ospedali comodi alle persone che ci abitano vicino, soprattutto anziani, bambini e famiglie…e devo dire che da giornalista ed “esterna” propendevo per la prima ipotesi…oggi da “interna” dopo l’esperienza che mi è capitata questa estate con la frattura di 4 dita del piede e la sub amputazione di una falange nell’ospedale di Chioggia devo assolutamente ricredermi e dire GRAZIE in particolare a due medici che mi hanno seguito e curato bene e con amore della propria professione. Parlo in particolare del dottor Tiozzo responsabile del pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia e dell’ortopedico dottor Menegazzo ai quali va un plauso da paziente e da giornalista e un grazie per avermi salvato un piede ridotto male dopo un incidente tra la moto dove ero trasportata e una macchina che mi ha schiacciato e tagliato le dita del piede sinistro.

Era il 10 luglio scorso  e l’incidente avveniva a Valli di Chioggia di ritorno da Sottomarina. Tralascio di raccontare tutte le traversie che mi sono capitate perché le scriverò successivamente. Quello che posso raccontare è che di fronte ad un’emergenza, ad un dito che POTEVA e sottolineo poteva essere salvato e riattaccato, solo la buona volontà accanto alla professionalità di un medico svegliato nel cuore della notte tra sabato e domenica hanno fatto sì che oggi ho tutte le cinque dita del piede sinistro anche se una di queste dita è più corta e malconcia. Di fronte a questa emergenza, visto che si trattava di un piede e del dito di mezzo ( il meno importante ai fini dell’equilibrio e del rimborso assicurativo) nessun ospedale del Nord Italia contattato dal Pronto Soccorso di Chioggia, sulla base del quadro clinico prospettato, si è preso la briga la domenica mattina di operarmi e di tentare di salvare il dito. Come risposta il fatto che un nosocomio era più specializzato nella mano, uno che il quadro clinico era già scritto e che non si poteva salvare il dito, un altro che era più conveniente per evitare problemi successivi amputare il dito che tanto “ poco serviva” per l’equilibrio. Seduta sulla barella del pronto soccorso con un sacco di male in corpo sentire queste parole mi ha gelato e mi ha davvero gettato nello sconforto. Neanche un giro a proprie spese in taxi alle 4 del mattino dall’ospedale di Chioggia a quello di Padova per tentare di farsi operare in un nosocomio importante, ultra blasonato, che conoscevo è servito a qualcosa. Anche qui non c’era nessuno disposto ad operarmi. L’unica alternativa che avevo era dunque ritornare sempre da esterna nell’ospedale di Chioggia dove il dott. Menegazzo con grande umiltà mi aveva detto prima di partire per Padova . “ Vada a Padova che è un ospedale più servito e dove ci sono specialisti capaci di operare anche i casi più difficili. Se però nessuno la vuole operare io se vuole ci provo e cerco di salvarle il dito” . E così è stato.

Alle 9.30 del mattino di domenica dopo aver dormito qualche ora dopo la mia emergenza notturna il dott. Menegazzo ha imbracciato camice e mascherina e mi ha operato dandomi 9 punti, infilando due fili di kirschner su due dita, togliendo una piccola falange dal dito incriminato e prescrivendomi 32 sedute urgenti di camera iperbarica per ossigenare il dito sub amputato. Oggi dopo oltre un mese e mezzo di ossigenoterapia, di visite ortopediche, di medicazioni, di stampelle e scarpa ortopedica attendo con gioia la rimozione dei fili e la riabilitazione per tornare a camminare abbastanza normalmente. Il dito incriminato è abbastanza rigido, bruttino esteticamente ma almeno c’è e sta bene.  

    E il merito va ai due medici che mi hanno seguito, che hanno creduto al loro lavoro, che hanno voluto aiutarmi e curarmi, nonostante l’emergenza, il quadro clinico, l’estate, il week end , la dimensione dell’ospedale e senza avere un cognome blasonato nel mondo sanitario del Nordest. Di qui il mio ricredermi di fronte alla questione piccoli/ grandi ospedali e un appello al mondo sanitario e ai medici perché ricordino il famoso giuramento di Ippocrate e soprattutto che di fronte a loro arrivano persone e non numeri, giovani, anziani, bambini…comunque malati o bisognosi di cure che si affidano a loro perché altro non possono fare. E con la speranza di guarire e di stare bene perché di fronte a loro hanno un medico che ha studiato e fatto anni di specializzazione proprio per cercare di guarire le persone. Almeno cercare di guarirle. La speranza non si nega a nessuno.

 

Io e la sanità

In attesa di scrivere la mia esperienza estiva con gli ospedali e la frattura di 4 dita del piede sinistro voglio fare una piccola parentesi relativa alla prenotazione di una visita per il piccolo…più che altro per fare uno spaccato di quello che succede a chiunque di noi..che sottolineo per fortuna non ha urgenze o problemi particolari.

Da un po’ di tempo Lorenzo guarda la televisione attaccatissimo tanto che ormai la musica è sempre la stessa e così pure il ritornello “lorenzo spostati e siediti sul divano altrimenti dovrai mettere gli occhiali”…non ricordo se arrivo a dirlo una ventina di volte o più nell’arco di tempo di un cartone in dvd…comunque detto questo e per togliermi dubbi di ogni genere decido di fissare un appuntamento con l’oculista, una prima visita visto che lorenzo non ha ancora 5 anni…e così su suggerimento di alcune persone chiamo la pediatria di Padova per fissare una visita…e qui comincia l’avventura, breve ma intensa se così possiamo dire…

allora in pediatria giustamente visitano prima le urgenze e i bambini in cura poi gli altri soprattutto quelli che hanno bisogno solo di una visita di controllo…e fin qui mi va benissimo…io però pensavo che ci fosse meno da aspettare…allora mi dicono : “ LE VA BENE LUGLIO 2011?” !!!!!!! non ho capito male è tra un anno….. aiuto, le dico che cerco da altre parti…mi suggerisce di sentire l’ospedale dove visitano anche gli adulti ma controllano spesso anche i bambini…immagino per questo motivo…e allora chiamo anche il Policlinico…dove mi dicono che LE LISTE SONO CHIUSE  e quando riapriranno le prime visite che verranno prenotate saranno per MARZO 2011 !!!!!!

 

altrimenti…e qui viene il bello basta chiamare un altro numero sempre in ospedale dove posso prenotare una visita INTRAMOENIA….di cui allego la definizione qui sotto tratta da wikipedia:

Nell’ambito del Servizio sanitario nazionale l’attività intramoenia (o intramuraria) si riferisce alle prestazioni erogate dai medici di un ospedale, al di fuori dell’orario di lavoro, che utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso. Le prestazioni erogate in regime di intramoenia garantiscono al cittadino la possibilità di scegliere il medico a cui rivolgersi per una prestazione, e sono perciò soggette al pagamento di un compenso liberamente stabilito dal professionista e approvato dalla Direzione Sanitaria. Il medico è tenuto al rilascio di regolare fattura e la spesa è detraibile dalle imposte.

 

Ossia detto in parole povere devi pagare, il tutto è regolare e poi scaricarlo ma devi pagare.  Bene visto che mi pare che non mi rimanga scelta e visto che per i bambini è più difficile trovare professionisti preparati all’esterno dell’ospedale mi faccio dare il nome del medico specializzato nei bambini e chiamo.

Bene qui ovviamente il primo buco è il 3 settembre…ossia tra 15 giorni…..pazzesco il divario no!

Qui ovviamente non serve nemmeno l’impegnativa del medico basta sborsare 85 euro di visita…mah continuo a ripetermi mah….