Parla un medico

MI PERMETTO DI INSERIRE NEL BLOG LA RISPOSTA PRIVATA CHE IL PRIMARIO DEL PRONTO SOCCORSO DI CHIOGGIA MI HA GIRATO VIA MAIL A PROPOSITO DEL MIO SFOGO ANCHE SU WEB… per continuare la mia riflessione/ commento/ discussione sulla sanità!

Gent.ma Sig.ra Micaela Faggiani
la ringrazio per la sua riflessione. La nostra professione diventa di giorno in giorno più difficile, e la forza che ci fa continuare è proporzionale alla capacità di contribuire al bene della persona, che non significa sempre guarigione dalla malattia. Significa anche alimentare la speranza (“la speranza non si nega a nessuno”) dello stare meglio e lottare assieme alla persona per raggiungere questo obiettivo. Lo stare bene della persona ci fa stare bene, e questo le fa capire come il medico trae linfa vitale dai suoi pazienti realizzando di fatto una simbiosi. IL bene che facciamo ai pazienti, lo facciamo a noi. La soddisfazione che proviamo nel sostenere e realizzare la speranza della persona è la forza invisibile che ci spinge ogni giorno ad indossare il camice tra mille difficoltà.
Se un medico vive in questa dimensione diventa un Artista della Medicina. In caso contrario sarà sempre un Tecnico della Medicina, magari un bravissimo tecnico. L’ospedale piccolo di provincia aiuta il medico a vivere in questa dimensione.
Cordiali saluti
Dr. Andrea Tiozzo

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