Grazie alle donne che si fanno belle per loro. Grazie alle mie amiche

Arrivo il giorno dopo della festa della donna.

Ma nel giorno della donna ho lavorato fino a mezzanotte come praticamente quasi tutti gli altri giorni.

La mia è una riflessione sulle donne quanto mai importanti nella mia vita…e non lo avrei mai detto.

Anni fa c’era anche una forma di concorrenza /distanza nei confronti delle donne.

Anche se grossi problemi non ne ho mai avuti avendo vissuto  per tanti anni in squadra di pallavolo con tutti i pro ei contro.

Oggi arrivata a 40 anni scopro la bellezza è l’importanza delle donne o per lo meno di alcune donne.

Della mia migliore amica che il giorno della festa della donna mi ha mandato una poesia dedicata sulla forza che dobbiamo avere dentro di noi indipendentemente da tutto e da tutti.

A mia cugina che c’è sempre .

Alle donne e amiche che incontro ogni giorno nel lavoro. A quelle nuove, dolci che si stanno ancora formando. Alle mie colleghe che non concorrono una contro l’altra ma che hanno voglia di collaborare.

Alle donne le mie amiche quelle magari che non sento non vedo molto  e che incrocio. Quelle che leggo ogni mattina e ogni giorno sui gruppi whatsapp e che ormai accompagnano la mia giornata. Quelle che mi scrivono un messaggio per ricordami la bellezza della vita e la nostra forza, quelle che hanno bisogno di un aiuto sul pc.

Quelle del rugby che condividono con me le domeniche mattina, il fango, i figli che crescono con la palla ovale in mano.

Quelle che magari sono molto diverse da me, anche molto vicine, che io forse ammiro proprio perchè sono diverse e io non riuscirei ad essere mai come loro.

Molte sono decisamente più tranquille e forse vivono più serene di me. Le invio un po’ anche se so che non riuscire a fare molte delle cose che fanno loro .

Allora grazie donne perchè oggi a 40 anni mi sento più vicina a voi, più compresa.

Perchè penso che a volte chiediamo troppo agli uomini, ci aspettiamo troppo e invece questo troppo lo dovremmo chiedere a noi stesse.

Dobbiamo farci belle per noi come canta Paola Turci. A volte non ce lo ricordiamo .

Forse l’occasione della festa della donna è un modo per rammentarlo.

 

2015 SE NE VA ….in arrivo il 2016!

Il gioco è molto semplice…buttiamo e mandiamo a quel paese il brutto del 2015…cavolo ce n’è tanto però!!!!

 

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e allora iniziamo con quel 14 aprile del 2015...con quel licenziamento senza preavviso dopo aver letto il tg…alle 19.00 di sera…licenziata con effetto immediato per esubero del personale…perchè “me dispiase…ma non ghe sè più schei…”…queste le parole con cui sono stata liquidata dopo 15 anni di contratto a tempo indeterminato per Telechiara, dopo anni di onorata carriera, di telegiornali,. di trasmissioni, di dirette…

insomma una bella botta…e una fetta di vita che se ne è andata…che mi stava stretta ma che comunque mi teneva legata, era anche una delle sicurezze della mia vita e che con fatica avrei lasciato andare con un bambino e un mutuo sulle spalle..

lascio andare oltre alla cose belle la falsità dietro alcune persone e la cattiveria di altre che lascio andare anche se mi hanno fatto del male…

ricordo con gioia le trasmissioni inventate di slancio come Mamma o Gollum, le dirette per la morte di Giovanni Paolo II, gli speciali sui giovani…

Dico grazie a Telechiara per avermi fatto diventare una giornalista, avermi accompagnato fino a Roma all’esame di stato e a vincere numerosi premi giornalistici.

 

Butto del 2015 le litigate, i pianti, le sconfitte, la mia fine estate 2015…il malessere mio e di Lorenzo, i sogni infranti, il sentirmi sbagliata…per fortuna ci sono uscita ancora una volta rimboccandomi le maniche e ripartendo …20150815_170038

 

butto anche un’esperienza di lavoro comunitario…che avevo scelto io stessa di fare, avevo convinto le altre persone…per poi accorgermi strada facendo che non era una squadra…che si guardava più a cosa non facevano le altre persone che non a valorizzare l’esistente…e ancora una volta bella sconfitta personale…bella botta…soprattutto per la delusione e amicizie che si sfilacciano….e allora vista la porta lavorativa di telechiara chiusa in faccia…perchè non ricominciare da capo del tutto?

ed eccomi con partita iva, libera professionista sul campo …a mettermi in gioco in prima persona.

 

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Questa volta se sbaglio è solo colpa mia…se ho dei difetti anche lavorativamente parlando devio cercare di sistemarli da sola…. e allora magari non sarò ordinata, magari a volte metto tanta carne al fuoco ma mi sono destreggiata e ho cercato di giocare sui miei talenti e la mia capacità di relazione…e qualche piccola soddisfazione me la sono tolta anche se la strada da fare è ancora molta e impervia…

del 2015 butto anche il dimagrimento a volte esagerato in cui cadevo…quando stavo male…

chiedo scusa in questo 2015  anche alle persone a cui magari ho fatto male con le mie indecisioni, con i miei modi a volte incomprensibili per alcuni visto che a volte sono difficile da capire…

Salvo invece alcune cose…

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in primo luogo alcune persone…Mara prima di tutto, la mia amica, la mia confidente, la persona che più mi ha sopportato nelle mie lune, pianti, pazzie, nel bene e nel male, parlandomi sempre con sincerità e cazziandomi pure…

una persona che rimarrà sempre nel mio cuore e che spero di avere sempre vicino…e  a cui auguro un 2016 strepitoso..

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Assieme a Mara voglio ringraziare anche gli amici di Admo, una grande famiglia a cui sono vicina e che voglio aiutare a diventare grande ancora di più!

 

 

 

Simone, il mio valoroso compagno di lavoro…ritrovato…dopo 15 anni di Telechiara ora condividiamo gioie, dolori e fatica del lavoro da autonomi…ma mi sopporta anche lui, è sempre calmo, c’è sempre. Per fortuna del passato si raccolgono i frutti anche!

Non posso non citare anche il mio amico Lorenzo che burbero sarà pure ma con il cuore tenero…e che mi ha aiutato anche nelle difficoltà!

 

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E ancora le conferme, i ritorni, i nuovi amici…ch20150806_205215e ci sono stati nel mio 2015.. COMUNICAZIONE E’ DONNA..Romina e Laura ottime amiche e colleghe con cui spero di continuare a lavorare..i miei amici di sempre una conferma della mia vita, Chiara, Marcello e Stefano

 

le mamme amiche con cui condividere anche i bambini…Roberta e Stefania…  la Pucci e la Marzia, due amiche nuove e che spero di vedere e frequentare anche nel 2016… la mitica Elenella che spero torni presto a Padova…e che quando 20150624_202936torna non posso non vedere!2015-08-10-13-47-37-755


Valentina
che quando c’è bisogno è sempre in prima linea, Domenico e Sandra, due presenze storiche che entrambe ci sono state in questo 2015 con forza.
20150825_185858 e ancora Cinzia forza della natura e gli amici a bordo campo del rugby, presenza costante e infangata, Manuel il tutto fare sempre pronto ad aiutare e a lavorare per i bambini

 

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Le zie della palestra e il mio trainer Michele Mike che mi fa morire …anche dal ridere…assieme al mio allenatore con la A maiuscola che mi sistema la salute ormai da quarantenne Maurizio 

mia cugina Chicca …che ci ha regalato una gioia grandissima…con la nascita di Giovanni, il piccolo Buddha!20151009_194400

 

Un grazie anche alle 20 for leg che mi hanno fatto uscire, travestire da principessa e vivere in un mondo diverso!!!

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Del 2015 salvo  accendo anche le passeggiate, dalla notturna il 2 gennaio sul Monte Grappa a quelle fatte per rigenerarmi con Lorenzo…

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il mitico Casper…. l’inizio del lavoro con La7..

 e tutte le novità che sono arrivate e arriveranno…sperando che rimangano nel cuore e mi regalino qualcosa di bello…la serenità prima di tutto, che mi facciano essere me stessa, che mi lascino spiccare il volo e anchesognare un po’ che a me piace molto…e fa parte della mia vita…

ecco questo è quello che spero per questo 2016.

Grazie anche a chi non ho citato in questo scritto e che ha fatto parte della mia vita in questo mio 2015, nel bene e nel male, perchè mi hanno comunque fatto crescere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quarantenni insoddisfatte alla ricerca della felicità

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40 enni insoddisfatte con la vita a metà. Incapaci di sopportare alcune cose ma anche di rinunciare ad altre e per questo bloccate in una vita che a questo punto diventa difficile, in salita, insoddisfatta.

Ormai è quotidianità vedere e sentire colleghe, amiche e conoscenti in questo stato. Mi ci metto pure io naturalmente.

Donne che sono arrivate a 40 anni ma che si sentono ancora ragazze ma che di cose, di prove ne hanno superate molte…soprattutto in ambito relazionale, dal matrimonio alla convivenza, alla nascita di un figlio…con tanto di delusioni, distacchi, separazioni…e che nonostante questo ci provano ad essere felici e a rendersi la vita migliore…

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eppure succede che nonostante l’esperienza, nonostante le batoste, nonostante una volontà di migliorare la loro vita si ritrovano strette in una vita che non va bene a loro…quel pezzo di puzzle non combacia…e allora ci provano in tutti i modi a farlo combaciare, si distruggono fisicamente e psicologicamente per farlo andare questo pezzetto del puzzle della loro vita, arrivano a stare davvero male, ogni sera chiudono gli occhi sperando che qualcosa cambi, provano diverse strategie, cambiano loro stesse, e in tutto questo nella maggior parte dei casi coinvolgono loro malgrado i loro bambini anche perchè si sono promesse di vivere in sincerità e trasparenza nei confronti dei loro bambini..

che vedono la loro mamma arrabbiata, delusa, triste, a volte più carica di energia altra a fondo completamente…mamme che comunque si fanno forza e un sorriso, una carezza, un gesto bello e importante per i loro bimbi lo fanno anche se dentro hanno la morte nel cuore…

ma perchè tutto questo? Perchè non riescono a rispondere al loro desiderio di serenità, all’immagine della loro vita futura, perchè sembra che sia sempre tutto sbagliato?

Perchè forse sbagliano la mira o forse ci arrivano proprio dalle loro esperienze passate, forse non hanno più l’energia e l’occhio limpido per vedere il bene che forse sta dietro le loro spalle…ricordo il cartone animato Lulù dei fiori che girava per tutto il mondo per trovare il fiore della felicità…e naturalmente lo trovava nell’ultima puntata nel giardino se non sbaglio dei nonni…quello da dove era partita…stanca sfinita ma alla fine lo trovava.

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Io mi auguro che sia davvero così per tutte noi, che la felicità sia di fianco a noi anche se non la vediamo e soprattutto non capiamo come trovarla..mi piacerebbe sapere proprio come fare per trovarla…quali strumenti mettere in campo…perchè a volte davvero sembra che non ci sia più nulla a disposizione…

o siamo sbagliate noi davvero o non abbiamo ancora capito il segreto di questa vita…per avere un sorriso, un abbraccio, una figura a fianco normale che ti aiuti e sostenga tanto quanto ti lasci libera di essere anche una donna forte, indipendente… per preoccuparsi delle cose importanti della vita e non perdersi in litigi e arrabbiature che fanno solo perdere tempo e la vita…

se qualcuno ha questo segreto parli ora…perchè abbiamo bisogno di una rotta almeno…poi ce la mettiamo tutta per trovare la nostra isola che speriamo ci sia davvero e che possa essere un mix di sogni ma anche di piccole realtà quotidiane…

GIOCHIAMO! Dietro le quinte del nostro quarto Topolino

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E siamo al quarto Topolino ormai finito con gli occhi stanchi, le spalle ustionate, le gambe abbastanza provate ma ancora la festa addosso e la voglia di giocare a rugby.

Ma ogni anno è diverso, ogni anno porti a casa una carica unica, tanti sorrisi, tante botte anche e tanto buono sport giocato assieme, in mezzo a oltre 6000 bambini e relativi genitori.

Bellissime le magliette, gli striscioni, unici, bellissima la Ghirada, ottima l’organizzazione, meraviglioso il colpo d’occhio, ottimi i gazebo con tanto di piastre, porchette intere e tanta birra.

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Quest’anno sono stata in prima linea come accompagnatrice di una delle due under 10 che avevamo come Selvazzano Rugby e anche quest’anno nonostante la stanchezza ringrazio anche di essere stata in campo…a distribuire il tè, a dare i biscotti, a dare da bere agli assetati cercando di buttare l’acqua direttamente dentro la bocca senza bagnarli e senza far toccare la bottiglia a nessuno, a gestire gli spostamenti, sa legare le scarpe, a tenere i caschetti e i paradenti masticati, a buttare acqua o ghiaccio secco sopra qualche botta o ferita…ma soprattutto ad ascoltare e dare la carica ai bambini, a vedere le loro facce, ad ascoltare i loro discorsi e giochi…

Mi sento tanto mamma in tutto questo e forse il mio senso materno in questo caso viene alla ribalta…forse avrei voluto avere tanti bambini nella mia vita e quando sono in mezzo a loro mi sento bene…ma sono davvero unici e belli, sono spontanei…sono gentili…e pure rompi scatole ogni tanto…

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e poi li guardi e osservi tanti caratteri e modi…da quello che si sa gestire in tutto e per tutto, a quello che ti ringrazia sempre, a quello che cerca la conferma che è stato bravo, a quello che ama fare il capo coro, a quello che è silenzioso, a quello che corre come una gazzella…

la cosa divertente è che oggi giocavamo a scommettere sulle mete da farsi…dopo una prima giornata andata così così…con qualche sconfitta che si poteva evitare…eppure c’era grinta e voglia di fare…avevano bisogno di essere caricati…e anche uno stupidissimo gioco delle mete da fare..indovinando quante ne avremmo fatte e chi le avrebbe fatte è stato per loro uno stimolo a giocare bene e con voglia…

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quanto poco a volte ci vuole per aiutarli a tirare fuori il loro meglio e a vederli sorridere..quanto bello è giocare e divertirsi anche facendo fatica…e guardando al risultato ma per sorridere e stare bene….ovvio se poi si vince meglio!!!!

E così ringrazio chi mi ha regalato questa bella esperienza, ringrazio i “nostri rugbisti”……e aspetto il prossimo Topolino…under 12…si comincia a diventare grandi…ma io voglio continuare a rimanere “piccola” se questo significa entusiasmarsi ancora una volta, passare due giornate con questi meravigliosi bambini e dentro un campo da rugby.

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L’ULTIMA DEI ROMANTICI ( SPERIAMO DI NO) O DEI SOGNATORI

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Lo so, ho questo carattere strano, a volte mi sembra che il mondo sia fatto di bruti ( non brutti, non è un errore di ortografia) e di cattivi e che siano loro a girare le sorti di tutto.

Nello stesso tempo avrei voglia che arrivasse il classico super eroe o eroina a sistemare tutto e riportare la pace e la tranquillità…con gli anni però nonostante ogni tanto ci speri ancora ho capito che magari facendo tutti qualcosa possiamo almeno cercare di cambiare le cose…anche se i cattivi sembrano farcela sempre e predominare.

In questi giorni ho assistito a molte cattiverie e ingiustizie che oltre a farmi male ( sempre per questo cavolo di carattere che ho, cancro sono…mica altro…)mi fanno riflettere.

E mi chiedo…ma è possibile che non si possa fare un minimo sforzo per non farsi male?

Ci sono effettivamente tanti problemi economici in molti casi alcuni licenziamenti sono necessari…ma non si potrebbe prendere la persona in oggetto e magari parlarci da uomini qualche tempo prima e spiegare le motivazioni che poi magari portano allo stesso risultato, in modo che la persona si prepari, capisca e riesca magari in cuor suo ad accettare e a farsene una ragione, magari cercando altro con calma dopo la batosta?

Perché deve ritrovarsi dalla mattina alla sera a casa non per demerito ma per problemi economici di questo cavolo di società? Non sto neanche ad addentrarmi sulle leggi, sul sistema, sulla politica perché non ne verrei fuori e comunque quella che sto facendo è una riflessione di cuore, di persone. Ci vorrebbe così poco davvero per non far male ad una persona, a volte anche una parola detta con sincerità, un mezzo sorriso, una pacca sulla spalla.

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Ricordo tanti anni fa, nella mia prima tv che il mio direttore burbero signore che urlava sempre…mi aveva detto…micaela so che ti sto facendo lavorare tanto e troppo senza pagarti quello che ti spetta ma vedrai che verrai ricompensata…6 mesi dopo la televisione ha chiuso e ci hanno lasciato tutti a casa dalla mattina alla sera,…ricordo che nel pieno dei miei 20 anni sono andata lì dal direttore e gli ho detto…grazie…bella ricompensa..ricordo quello che mi avevi detto…però quella volta e lo sapevo non era colpa sua..i capi avevano deciso di chiudere. A lui spettava il compito ingrato di liquidare le persone, cosa che ha fatto con dignità e fermezza vista la sua funzione.

Ricordo però di aver visto dietro i suoi occhi il rammarico di quello che stava facendo ma non poteva fare altrimenti. Quella stessa persona però, tanto burbera ed urlante che era, un anno dopo mi ha chiamato al telefono e con poche parole, con lo stesso modo burbero mi ha detto che mi aveva fissato un incontro con un direttore di una tv, quella per la quale oggi lavoro da 15 anni, perchè stavano cercando una giornalista  per sostituire una persona… come è andata la storia ora lo so,.. e in quel momento ho avuto la riprova che quella persona non mi aveva preso in giro e che quelle parole che mi aveva detto erano vere…appena ha potuto mi ha aiutato…nonostante abbia dovuto a suo tempo licenziarmi.

Ecco penso che a volte basti veramente poco e veramente poca umanità per rendere le cose più semplici e più belle. E così penso valga anche per i rapporti umani che spesso sono costellati di falsità, di giri di parole…a volte basta guardarsi, basta un sorriso, una parola, anche dirsi…guarda così non va, questo non mi piace, non ho voglia, oppure nel caso di un rapporto di coppia o simile..dirsi subito cosa si vuole…una storia seria, un passatempo, un’amicizia…e si renderebbero le cose più semplici,,..non si starebbe a scervellarsi o a pensare male o bene, non ci si illuderebbe…certo ci vuole sempre un po’ di gioco, un po’ di suspance ma non tanto da rovinare un rapporto che può diventare di qualsiasi tipo.

A volte basta veramente poco e ce lo dimentichiamo. Lo dico anche a me.

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20 for leg e il ritornare ad essere “dentro”

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Sono entrata pochi mesi fa quasi per sbaglio, portata da un’amica, in un momento difficile…in cui avevo bisogno di uscire, stare in gruppo, ritrovarmi anche solo facendomi una risata.

E così quell’amica mi disse…dai vieni è un gruppo che ti accoglie, ti fa ridere ti fa passare una serata spensierata, hakuna matata insomma…

e così sono uscita…la prima volta mi sono sentita un po’ spaesata, fuori luogo…ero stanca, avevo la mente sempre da altre parti, e le guardavo..loro erano un gruppo..guardavo i loro volti, il loro modo di sorridere, di divertirsi, di fare gruppo, la loro organizzazione…avevano organizzato una tavolata, un mega dolce con l’orologio di alice nel paese delle meraviglie…la festeggiata aveva portato un regalino per tutti…io non mi sentivo parte, non sono riuscita quella sera a divertirmi ma ho guardato…e forse le ho anche un po’ invidiate..ma almeno mi ero buttata.

E così mi sono associata anche qualche mese dopo in un’altra serata organizzata, anche perché quella sera era il compleanno dell’amica che mi aveva portato la prima volta…già mi sentivo più dentro…anche se non ero ancora dentro davvero…mi sentivo sempre diversa..sempre un po’ fuori luogo, sempre con la testa che vagava…sempre distante…ma almeno quella seconda volta ho avuto “sprazzi di gruppo”, momenti di benessere accanto al mio malessere personale. Però era divertente quella banda di mamme, donne, più o meno quarantenni che si ritrovavano a cadenza di mesi per festeggiare un compleanno, per andare a vedere un concerto, per fare una serata diversa solo donne…e la cosa bella era che non uscivano quelle donne per cuccare…per niente…se ne stavano tra di loro a chiacchierare, a mangiare, a ballare…certo erano belle, organizzate con tanto di maglietta che la seconda volta hanno fatto indossare anche a me…una canotta 20 for leg ! , erano curate, ben vestite, comunque affascinanti e belle per un uomo..ma non era per quello che erano uscite…anche perché alcune avevano un marito a casa, altre no, magari un compagno, magari sole, magari in attesa di un principe azzurro…quasi tutte mDSC_1093amme, con i bambini a casa, o dalle nonne…ma pronte a divertirsi con eleganza questo sì.

E così arriviamo alla terza uscita, questa volta organizzata a puntino dalla “capa”, che ha saputo in due mesi organizzare 20 donne dividendo compiti, abiti, decidendo la principessa da far “indossare” ad ognuna…perchè questa volta il tema era il carnevale..e allora perché non diventare per una sera ognuna di noi una principessa della disney?? ..a me tocca dunque aurora, la bella addormentata…e il compito di trovare il vestito…anche se l’indecisione rispetto alla principessa era molta…ero tentata da lady marion…mi sentivo più medioevale…o forse volevo essere la paladina della giustizia con robin hood…ma poi tra una cosa e un’altra aurora mi stava benissimo…e allora eccomi alla ricerca di un vestito da carnevale…anche perché quell’occasione risvegliava in me la voglia di travestirmi da carnevale che ho sempre avuto…mi è sempre piaciuto il carnevale per questo, per prendermi in giro, per essere altra…per essere libera…

e così mi sono ritrovata a pensare al vestito, al trucco e parrucco….e in tutto questo sono state coinvolte anche le mie amiche amiche del gruppo…che hanno tirato fuori anche il vestito del matrimonio…matrimonio andato male ma va bene…perchè non riutilizzare qualcosa? Ecco che anche io ritiro fuori le scarpe del matrimonio…che ricordi…eppure sono passati anni e tante vicende…e quelle sono solo scarpe…

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e così entro nel turbine…nella chat con almeno 200 messaggi al giorno…forse anche di più…anche solo di buongiorno con tante faccine….ed eccoci alla serata fatidica…ci ritroviamo tutte a casa della capa a prepararci…c’è chi sistema gli abiti, chi trucca…chi fotografa…chi fa la pipì contemporanamente…ognuna di noi travestita…e senza pensarci ti ritrovi dentro un gruppo di mamme matte…ma divertenti…c’è chi ti dà un consigli di bellezza…chi si va a fumare la sigaretta, chi telefona o scrive.,..chi parla male degli uomini…insomma ce n’è per tutti…e si va verso la nostra serata…ovviamente diventiamo l’attrazione del locale, siamo bellissime..parte la musica e siamo sopra il tavolo a ballare le nostre musiche, senza problemi, ci scattiamo foto, ci guardiamo e ci lanciamo sguardi quando arriva qualche uomo noioso…e poi arriviamo anche fino al palco…c’è chi deve essere aiutata per andare in bagno per le dimensioni del vestito…chi nonDSC_1110 sopporta più la corona in testa ma giustamente c’è un’altra che le ricorda che siamo principesse e dobbiamo comportarci di conseguenza…e mi ritrovo DENTRO in tutto e per tutto, sto bene, ballo saltando, cantando, mi sento “parte”, la mia testa è lì con le ragazze e sta pensando solo a divertirmi…tanto che è tardi…sono le due di notte…il giorno dopo devo anche andare in montagna da mio figlio..ma va bene andiamo anche a bere l’ultima cosa prima di andare a letto…ovviamente acqua.. e anche lì anche se siamo meno ridiamo guardando le altre persone..un po’ bevute, un po’ esagerate…ma noi siamo gruppo…e vado a letto..sono le tre del mattino ma sono stata bene e mi addormento subito, gatti permettendo.

E questo grazie alle 20 for leg e grazie al percorso personale fatto dalla sottoscritta…perchè ieri ero diversa da quella che era uscita la prima volta, perché sono riuscita a godermi la serata, a sentirmi parte e non diversa. Per chi non l’ha  mai provata questa senzazione forse il discorso può sembrare una stupidaggine ma per chi ha raggiunto questo piccolo obiettivo è molto, davvero.DSC_1130

Ed ora ad un giorno di distanza, nonostante la stanchezza posso dire di sentirmi parte e “normale” e devo ringraziare le 20 for leg per avermi preso dentro, per avermi aiutato anche senza saperlo a farmi “rientrare”.

E allora w le principesse…e alla prossima occasione!

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integrazione e varie umanita’

6 agosto 2014 gita a gardaland con mio figlio e una sua amichetta. era da quando avevo 22 anni che non ci andavo…e rimane sempre magico quel posto anche se con gli occhi di adulta e mamma mi e’ sembrato piu’ piccolo, piu’ un grande mondo anche economico, una sagra eccessiva del divertimento…sara’ a me i parchi divertimento regalano sempre questo velo di tristezza..con ballerine e figuranti che ogni due ore devono sorridere e farti sorridere per forza…come ai villaggi turistici…anche se magari non ne hanno nessuna voglia.
comunque bando alle ciance….la giornata era tutta dedicata ai miei due pupi che a di la’ di piccoli cappriccetti di bambini di 9 anni sono stati bravissimi e hanno tirato per ore ed ore senza mai fermarsi neanche per mangiare…tanta era la voglia di fare le cose.
e proprio stand dietro loro ho potuto osservare tante e diverse persone e modi di fare trovandomi mio malgrado necessariamente in coda…anche di ore per aspettare il giro in giostra…
mi capita spesso di imbambolarmi a guardare le persone, a cercare di capirle da come si muovono, da come sono vestite, da come parlano…lo facevo sempre da piccola questo gioco nell’autobus…arrivando a farmi un vero e proprio film delle persone incontrate, con la loro vita, le loro storie, amicizie, amori, difficolta’.
e gardaland mi ha fatto tornare bambina e non solo per le giostre…
di fronte e a fianco a me persone di ogni eta’, sesso e pure nazionalita’, di lingue e dialetti diversi, di tatuaggi e piercing diversi ormai, di cover dei cellulari le piu’ diverse…
tra le certezze riscontrare sicuramente c’e’ il fatto che ormai sei diverso se non hai il tatuaggio….tatuaggi di tutte le forme e colori, con scritte, poesie, citazioni impresse nella pelle…piercing incredibili anche nei maschi…
per non parlare poi di giovincelli con capelli lunghi sciolti con 30 gradi e ascella puzzante…ma dico…le loro ragazze con la coda per il caldo…voi che pure puzzate di piu’ il capello sciolto???
va beh passiamo oltre perche’ se no sembro una vecchia acida…
poi altra certezza…siamo tutti un po’ ciccioni…o almeno un buon 75/80% delle persone lo e’….quanti adulti e bambini in sovrappeso, ragazzine con gli shorts e le canotte e i rotolini di grasso…che si mangiano bellamente lo zucchero filato o i paninazzi ripieni di ogni cosa….ma non siano in recessione e in crisi? forse ci sfoghiamo sul cibo? anche in questo caso essere magri…quasi ci si vergogna e ci si sente diversi…
ovviamente poi c’ e’ i cult dialettale italiano…dal romano in coda che urla anziche’ parlare a telefono al veneto che sembra analfabeta per come parla…
ma il vero diverso l’ho visto e lo hanno visto anche i bambini che mi hanno chiesto spiegazioni…
un bel gruppo di musulmani…anche loro a giostre…
e nonostante io sia per la piena integrazione nel nostro paese ho fatto difficolta’ a vedere sempre sotto il sole a 30 gradi quelle donne con il burqa…coperte del tutto ..solo una fessura per gli occhi…e tra l’altro coperte dagli occhiali da sole scuri…ovviamente le vesti tutte nere fino a terra…all’inizio pensavo facessero parte dei figuranti davvero talmente erano perfette…ma poi ho capito che eran cosi’….e allora vai tu a spiegare ai bambini che quella e’ un’usanza e un credo loro….e i bimbi…”perche’ solo le donne?”…. e “perche’ si coprono? e come fanno a mangiare?” …domande che mi hanno messo in non poca difficolta’…
dentro di me pero’ due considerazioni….primo una piena integrazione proprio a gardaland il mondo dove tutto e’ possibile come recitava un figurante nello spettacolo al teatro… perche’ c’era la tatuata praticamente scosciata e in shorts accanto alla donna con il burqa…quindi l’integrazione c’e’ ed e’ possibile…basta solo farci l’occhio…
la seconda pero’ da donna…e’ se davvero quella donna con il burqa era contenta di avere addosso quegli abiti scuri e lunghi…sicuramente caldi vista la temperatura esterna…che la coprivano totalmente senza alcuna possibilita’ di scutarne la forma, la bellezza, l’espressione…
se tenevano il burqa per senso del dovere o davvero per convinzione….se avrebbero voluto essere in shorts e tatuaggi pure loro o se si sentivano meglio o uguali a quelle con shorts e tatuaggi…
Il dubbio mi e’ rimasto e avrei tanto voluto fermarmi e chiederglielo… in ogni caso per un giorno gardaland mi ha fatto vivere nel mondo globale anche in questo..
considerazione finale….non amo la folla…appena sono in mezza a troppa gente ho il respiro affannoso…qual e’ il termine piu’ adatto?
in ogni caso dopo aver patito 55 minuti di coda per una giostra e cercato di rilassare il respiro per le troppe persone a fianco e’ bastato un giro nelle montagne russe per togliermi l’ansia!
e allora viva gardaland per avermi fatto tornare bambina pur tra le mie difficolta’ e dubbi da adulta di un mondo globalizzato e a volte cosi’ difficile da interpretare.

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