I disperati dell’amore

 

Siamo la generazione dei “disperati dell’amore”, ne sono sempre più convinta. E parlo per me prima di tutto ma allargo la cosa anche ai miei coetanei che sto osservando e ascoltando in questo periodo. Siamo cresciuti con la convinzione che fosse facile amare ed essere amati, che basta volerlo e mettersi d’impegno e si può costruire e vivere come una famiglia del mulino bianco…poi sulla nostra pelle abbiamo imparato che non è così…e forse ci siamo disillusi ed ora vediamo tutto con altri occhi e forse meno fiducia e tranquillità.

Nonostante e per fortuna qualche coppia funziona e anche bene, ce ne sono molte che stanno assieme perchè bisogna o perchè è meglio economicamente e per lo status delle cose o anche, cosa forse e dico forse migliore per i figli.

Non entro in questo problema perchè ho una concezione forse estremista della cosa…visto che penso che il bene dei figli è vedere due genitori che si vogliono bene, che condividono la vita e che vivino anche per loro.. e se non è così forse non si fa davvero il bene dei figli…ovviamente è importante provare a sistemare le cose, fare tutto il possibile per mantenere la famiglia unita…ma lasciamo perdere..

quante coppie di facciata, quante coppie vanno avanti facendo finta di nulla, quante coppie in cui entrambi i coniugi si fanno per tutta la vita “storie” esterne per sopravvivere alla quotidianità e alla malinconia… ma con che tristezza dentro, con che compromessi con sè stessi…

 

poi ci sono altri che scelgono di non impegnarsi per evitare di stare male…e passano la vita a farsi storie…che certo non ti riempiono il cuore o la vita..

o ancora quelli feriti, che hanno paura di stare male…e che hanno paura di rischiare, che guardano male tutto o tutti, che magari interpretano male anche un frase carina…

che difficile amare, che difficile essere felici, che difficile stare in due…possibile?

mi chiedo…forse se ci dicevano o ci facevano vedere che la vita in due non è così semplice saremmo stati preparati? o forse avremmo sbagliato lo stesso perchè sbagliare è umano?

non so darmi una risposta, eppure davvero a volte mi fa tristezza vedermi e vederci quando magari ci raccontiamo, quando ci sfoghiamo, quando ci confrontiamo ..perchè siamo senza armi, siamo impauriti, cerchiamo e arranchiamo verso la felicità fatta di piccoli momenti di serenità, di due occhi che ci fanno sorridere, di una parola che ci riempie il cuore, della possibilità di costruire qualcosa anche di piccolo ma di dolce e tutto nostro.

Ci basterebbe poco eppure quel poco sembra una montagna immensa da scalare.

Siamo anche pronti ad arrampicarci e a fare fatica…anche se abbiamo una fottutissima paura e allora spesso ci fermiamo e stiamo a guardare.

Eppure forse dobbiamo ricordarci di vivere e di pensare positivo, hakuna matata e lo dico a me prima di tutto , senza pensare che tutto finisca a mo’ di favola.. ma forse ogni tanto qualcosa di bello succede e dobbiamo viverlo al meglio.

 

Roberto a due anni di distanza

 

A quasi due anni da quell’incidente in cui perse la vita la mamma di Roberto, il “grande” di Lorenzino, oggi sento riparlare di lui…sento riparlare del suo babbo e della “gestione” del bambino… dopo la sentenza del tribunale dei minori…che comunque riporta Roberto nella sua vecchia vita, con il suo babbo, almeno un giorno alla settimana…

e mi ritorna in mente quel periodo, delle sensazioni, quella strettezza del cuore di fronte all’innocenza di Robertino….

non so come stia roberto, ricordo la voglia di portarmelo a casa, di coccolarlo e difenderlo da una vita che l’aveva già messo alla prova…

chissà se sorride, se sta bene, se ricorda, cosa vorrebbe dalla sua vita…

in due anni io e lorenzo siamo cresciuti, assieme pur tra mille difficoltà. Anche per Roberto sarà stato così ma con più difficoltà della sottoscritta….spero solo che il tribunale e le leggi riescano ad andare oltre i tecnicismi per far stare bene Roberto prima di tutto…